Alda Merini è nata a Milano il
21 marzo 1931. Ha esordito a soli sedici anni, sotto l'attenta
guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. La sua
prima raccolta di poesie, La presenza di Orfeo, uscita da Schwarz
nel 1953 con una presentazione di Spagnoletti, ebbe subito un
grande successo. Persone illustri si sono occupati di lei, fra
questi: Oreste Macrì, David Maria Turoldo, Salvatore
Quasimodo, Carlo Batocchi, Maria Corti, Giovanni Raboni e il
grande Pier Paolo Pasolini, e fu proprio quest'ultimo a farla
conoscere al grande pubblico.
Alda Merini è scomparsa domenica 1 novembre 2009 nella
sua Milano, la stessa città che l'aveva rinchiusa tra
le mura del manicomio. La follia è stata una triste parentesi
della sua vita, avendo lei conosciuto anche l'internamento in
ospedale psichiatrico, all'inizio degli anni Settanta. Un'esperienza
che la portò a scrivere anche alcuni testi ispirati al
manicomio. Era considerata una delle principali poetesse del
Novecento, oltre che una personalità originale, audace
e irriverente.
Tre Poesie di Alda Merini
A tutte le Donne Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.
Pianto dei Poeti Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l'ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell'ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l'amatore immoto.
Sogno d'Amore Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso.